IL GRANO DURO «DON VINCENZO» ISCRITTO AL REGISTRO NAZIONALE DELLE VARIETÀ
L’ASP Zaccagnino celebra un traguardo che unisce ricerca sementiera, identità agricola e l’eredità del suo fondatore nella Capitanata.
La dichiarazione della Presidente Patrizia Lusi
«Desidero rivolgere un ringraziamento sentito a Semia, al suo CEO Fabio Fuselli e all’agronomo Nicola Maucione. La loro competenza, la dedizione e il lavoro condiviso hanno contribuito a trasformare un progetto dal forte valore simbolico in un risultato concreto per l’agricoltura. È attraverso collaborazioni di questo livello che la memoria di Don Vincenzo può diventare nuova capacità di innovazione e sviluppo per la Capitanata», aggiunge la Presidente Patrizia Lusi.
«Abbiamo voluto che questo seme portasse il nome di Don Vincenzo Zaccagnino perché il modo più autentico di onorare un’eredità è farla continuare a generare valore. Don Vincenzo comprese che la ricchezza della terra poteva diventare benessere collettivo. Oggi quel nome entra nella storia dell’innovazione sementiera italiana: un riconoscimento che ci emoziona e ci responsabilizza. In un momento difficile per il grano duro nazionale, crediamo sia necessario tornare a parlare non soltanto del prezzo del grano, ma del suo valore economico, culturale e sociale. La nostra sfida è far crescere, insieme alle spighe, le opportunità per la Capitanata e per le nuove generazioni».
Il valore di una filiera radicata nel territorio
L’iscrizione della varietà «DON VINCENZO» è un risultato significativo e, insieme, un punto di partenza. La sua diffusione potrà contribuire a rafforzare il dialogo tra ricerca, produttori, industria molitoria e trasformazione, affinché il grano duro italiano possa essere valorizzato per le sue caratteristiche e per il territorio da cui nasce.
«Ci sono eredità che si custodiscono. E altre che, per continuare a vivere, si seminano», conclude la presidente dell’ASP avv. Patrizia Lusi.
Comunicato Stampa
ASP DR VINCENZO ZACCAGNINO
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